Smacchiare il materasso

Trascorriamo, in media, 8 ore sul materasso ogni giorno. Il caldo, i bambini piccoli, gli acari e il cagnolino che ogni tanto, pure lui, ci fa un pisolino, contribuiscono a rovinarne la superficie e alla formazione di macchie, più o meno estese. Il materasso è una superficie molto delicata, da pulire utilizzando determinate accortezze, per non rischiare di rovinarlo o di comprometterne il comfort e le caratteristiche funzionali.

Per iniziare ricorda di passare i materassi di crine e lana con la spazzola normale o elettrica, o con l’aspirapolvere, avendo cura di girarli periodicamente per mantenere un uguale livello di usura su entrambi i lati.

I materassi dovrebbero essere rifatti ogni due o tre anni, aggiungendo ogni volta 1 kg di materiale per compensare gli scarti. E’ più conveniente affidare questo lavoro a un materassaio.

Lava periodicamente la fodera dei materassi in gommapiuma e a molle dalle macchie di superficie.

Per le macchie più profonde, invece, è bene distinguerne la natura e procedere secondo modalità differenti da sostanza a sostanza.

Per eliminare macchie di sangue tampona con uno straccio imbevuto in una miscela di 3 cucchiai di acqua e 1 di acqua ossigenata, cambiando spesso lo straccio. Cospargi di talco e spazzola quando il materasso è completamente asciutto. Ripeti l’operazione più volte, se necessario.

Per le macchie di urina, se è appena fatta, sfrega con uno straccio inumidito in acqua e fai asciugare all’aria o con l’aiuto dell’asciugacapelli. Se la macchia è più vecchia, invece, passa uno straccio inumidito con acqua e sapone, successivamente con un altro straccio inumidito con acqua e acqua ossigenata (4/1 cucchiai).

Se la macchia sul materasso è secca, inumidiscila con una spugna imbevuta di acqua calda.

Versa sulla macchia tanto talco da ricoprirla in uno spessore piuttosto alto (soprattutto ai bordi della macchia).

La finestra intelligente

Se anche tu lotti da tempo contro finestre e portefinestre che chiudono male e che hanno vetri perennemente appannati d’inverno e caldissimi in estate, ti conviene affrettarti: se installi i nuovi infissi eco entro la fine dell’anno beneficierai dello sgravio fiscale del 55%.

Gli infissi vecchi e mal funzionanti, per quanto ben isolate siano le mura, disperdono in media il 25% dell’energia termica prodotta internamente. Inoltre gran parte dei rumori provenienti dall’esterno, si insinua nell’abitazione.

La scelta dei nuovi infissi non può essere affrettata, richiede, invece, sangue freddo e coscienza. Le caratteristiche principali e i canoni che queste devono superare riguardano la permeabilità dell’aria, la tenuta dell’acqua e la resistenza al vento, tutte caratteristiche misurabili in scala.

Per capire quali sono le classi di tenuta adatte alla tua abitazione devi considerare, anzitutto, la zona climatica in cui viviamo. Un buon serramento, poi, valuterà anche il grado di ventosità e la rugosità del terreno, intesa come densità e altezza degli edifici nell’area urbana in cui viviamo.

Una tecnologia innovativa che ha rivoluzionato il mercato dei serramenti è quella delle finestre accoppiate, realizzate associando due diversi materiali in modo da sommarne le qualità e migliorarne le prestazioni e la durata nel tempo.

Se l’obiettivo è quello di lasciare fuori i rumori molesti e raggiungere un isolamento acustico di oltre 40 decibel, la vetrocamera fonoassorbente deve essere composta da vetri a spessore differenziato e con ampie intrcapedini di almeno 15 mm riempite con gas inerte.

Se durante l’arco della stagione estiva le vetrate sono esposte a sud o a ovest e provocano un eccessivo riscaldamento degli ambienti, puoi decidere di optare per un vetro ad effetto specchio, trattato esternamente per bloccare i raggi ultravioletti. Anche se con un prezzo più alto, l’effetto ‘fresco’ è assicurato.

Come rimuovere le ragnatele

Le ragnatele sono un problema estetico (e non solo) delle nostre abitazioni e uffici, che si ripropone costantemente.

Certo, da un punto di vista pratico, la presenza in casa di questi ospiti non graditi e delle loro ragnatele ha almeno un risvolto positivo, ovvero l’eliminazione di altri ospiti ancor meno desiderati come zanzare, moscerini o mosche.

Ma se l’idea di avere la casa invasa da ragnetti di ogni tipo non ti attrae, avere delle ragnatele che penzolano dalle pareti, o che ne vanno a colmare gli angoli, non rappresenta certo una bella visione. Se anche tu sei stufa di impugnare la scopa e allungarti in punta dei piedi per rimuovere gli ospiti indesiderati da casa tua, segui questa piccola guida, adottando qualche piccola strategia.

Se la ragnatela è già presente in casa tua, come prima cosa, prendi la scopa e rimuovila completamente.

In commercio si trovano delle scope che hanno la caratteristica di essere allungabili e con le quali dunque, potremo raggiungere anche i soffitti più alti.

Una volta eliminate le ragnatele, si deve ovviamente procedere con l’eliminazione dei loro artefici: i ragni. Anche in questo caso, in commercio è possibile trovare dei prodotti specifici per allontanare o eliminare i ragni. Assicurati che non vi sia presenza di ragni nella stanza e, per prevenire il loro arrivo, spruzza un po’ di spray insetticida in tutta la stanza, facendo arieggiare per 30 minuti circa, aprendo le finestre.

La presenza delle ragnatele, contrariamente a quanto si possa pensare, non sempre è sinonimo di poca pulizia, ma è spesso dovuta alla presenza di buchi nei muri o nelle porte. Proprio per questo è consigliare tappare tutti i buchi usando apposite fascette di gomma da applicare sotto la porta.

Eliminare le macchie di vino

La bottiglia di vino non manca mai sulla tavola degli italiani, ecco allora una piccola guida su come stappare, servire, conservare le bottiglie e anche pulire le temibili macchie da tovaglie e vestiti.

Come si serve?

La temperatura dei vini è molto importante per far si che le caratteristiche organolettiche possano esprimersi al meglio. Il vino rosso si serve a temperatura ambiente a circa 18°C, i vini con 5-6 anni di invecchiamento vanno stappati 3-4 ore prima di essere serviti in modo che l’ossigenazione esalti le caratteristiche degli aromi. Il vino bianco deve essere servito fresco, ma non deve rimanere troppo in frigo, la sua temperatura deve essere di circa 8-10°. Champagne e spumanti vanno invece serviti molto freddi, intorno ai 6°C, meglio metterle in frigo con alcune ore d’anticipo.

Conservare il vino

Il luogo ideale per conservare il vino è una cantina areata, buia e priva di odori intensi. La temperatura dovrebbe essere tra i 12°C e i 15°C, l’umidità non deve superare il 60-70%. Una volta aperti i vini rossi vanno posti al riparo dalla luce, fuori dal frigorifero, i bianchi invece vanno tenuti in frigo e consumati entro alcuni giorni. Esistono degli appositi tappi che sigillano ermeticamente le bottiglie di spumante in modo da mantenere l’effervescenza per un breve periodo di tempo.

Togliere le macchie

L’atmosfera gioviale e allegra di quando si stappa una bottiglia di vino spesso e volentieri porta anche a qualche piccolo ‘incidente’. Come si tolgono le macchie di vino dalla tovaglia e dai tessuti? Gli attuali detergenti per lavatrice in polvere (o liquidi), garantiscono un risultato perfetto contro le macchie.

Altrimenti un metodo naturale consiste nel mettere del sale fino sulla macchia fresca, lasciare agire per una decina di minuti, prima di sciacquare con acqua calda, sapone e succo di limone concentrato.

Ecco come procedere:

1 – asciuga tempestivamente con una carta assorbente il liquido;

2 – sciacqua con acqua tiepida o fredda la parte macchiata strofinandola delicatamente;

3 – se la macchia persiste versa del sale fino e lascia agire per almeno 10 minuti;

4 – risciacqua con abbondante acqua, sapone o succo di limone;

Quando si hanno tessuti delicati, colorati o a fibra pelosa, è bene smacchiare tamponando la macchia senza fregare.

Proteggere i mobili da giardino

Un buon libro, uno sdraio e un po’ d’ombra, il giardino d’estate diventa una piccola oasi in cui passiamo gran parte del nostro tempo libero, per questo è importante occuparsi con regolarità della cura e manutenzione dell’arredamento per esterni.

Gli accessori da giardino, pur essendo particolarmente resistenti alle intemperie, non devono essere abbandonati al loro destino. Un corretto trattamento di legno e metalli, i materiali principalmente impiegati negli arredi da esterni, ne garantirà una maggiore durata nel tempo.

Pulisci regolarmente i mobili con un composto a base di acqua e bicarbonato (circa 2 cucchiai per ogni litro) in modo da eliminare i possibili agenti corrosivi.

Prima di iniziare passa con un panno morbido per eliminare la polvere e lo sporco più grosso, utilizza un vecchio spazzolino o un pennello morbido per eliminare lo sporco nelle fessure o scanalature. Le strutture in Teak andrebbero lucidate con olio di lino in modo da creare una pellicola protettiva.

I mobili in metallo verniciato possono essere puliti semplicemente con un po’ di acqua e sapone, assicurandosi di sciacquare via ogni residuo e aggiungendo poi con un panno uno strato di cera protettiva. Se il metallo è ‘non finito’ serve qualcosa in più per evitare che si ossidi, una pasta protettiva, se il metallo è solo leggermente ossidato si può trattare con una soluzione detergente in parti uguali di aceto e acqua.

Se le strutture sono in ghisa il nemico principale è la ruggine. Trattare ogni piccolo accenno di ruggine appena si forma è il modo migliore per conservare il materiale a lungo. Dopo aver rimosso la ruggine applica uno strato di vernice protettiva sulla zona colpita. Utilizza un detergente delicato per lavare i mobili e risciacqua con un tubo a bassa pressione.