Cosa non lavare in lavastoviglie

Il lavaggio in lavastoviglie è molto comodo, fa risparmiare spazio in cucina e tempo utile, ma per un risultato migliore e per evitare inconvenienti, prima di azionare i comandi è meglio verificare che le stoviglie sporche siano tutte ben posizionate e che non abbiano contatti con eventuali ventole o spruzzi girevoli.

Ci sono degli utensili e delle stoviglie che è consigliabile lavare a mano, sia perché è possibile che si rovini l’apparecchio, sia per il logoramento delle stoviglie stesse.

Gli utensili in legno (come taglieri, cucchiai, ecc.) se lavati regolarmente in lavastoviglie tendono a sbiancarsi e a seccarsi, e lo stesso vale per le decorazioni artigianali su vetro o ceramica.

Le stoviglie in argento, rame, ottone, peltro e alluminio ottengono l’effetto contrario del legno, ovvero tendono a scurirsi, causando comunque un brutto effetto se le presentate agli ospiti. Anche le posate con decorazioni in corno o madreperla, non vanno lavate in lavastoviglie perché si scolla la resina che non è resistente all’acqua calda.

Pentole in ghisa e in ferro, se non le lavate a mano, si arrugginiscono in breve tempo, mentre per le stoviglie in plastica prestate attenzione se sono presenti indicazioni che permettono esplicitamente il lavaggio in lavastoviglie, altrimenti armatevi di pazienza e lavatele a mano per non creare dei danni permanenti.

Un ultimo consiglio: quando posizionate degli oggetti molto piccoli dentro il vostro elettrodomestico, prestate attenzione che non cadano dai cesti, se no rischierete di trovare alcune stoviglie in mille pezzi dopo il lavaggio!

Un saluto brillante dalla vostra amica fidata…

Conservare le bottiglie di vino o i liquori

Nelle case degli italiani non manca mai una bottiglia di buon vino o un liquore digestivo per il dopo pasto. Stavo giusto pensando che fosse un’idea carina darvi qualche consiglio su come conservare le bottiglie di alcolici, dal vino, ai liquori…

Ad esempio, le bottiglie di vino si conservano sempre distese. Infatti, il vino dovrebbe restare a contatto con il tappo per mantenerlo bagnato e quindi elastico, in modo da assicurarne sempre una tenuta perfetta con la bottiglia.

Le bottiglie di liquore, invece, si conservano sempre in piedi, pare che a lungo andare l’alcol corroda il sughero e si rischierebbe di trovarne dei pezzi versando il liquore nei bicchieri.

Così come i vini, anche gli altri alcolici temono la luce e preferiscono di gran lunga il buio, quindi prestate attenzione al luogo dove conservate le bottiglie. L’ossidazione causata dalla luce può degradare alcuni liquori in modo irreversibile, alterandone l’odore e il sapore.

Tutti i distillati e i liquori subiscono i processi d’invecchiamento solo nelle botti dove sono a contatto con l’aria. Una volta imbottigliati non invecchiano più, o comunque invecchiano molto lentamente. Per ottenere un prodotto veramente buono e di alta qualità, è buona norma lasciar invecchiare nelle botti d’origine tutti gli alcolici.

Ora scommetto che vi sarà venuta voglia di un buon bicchiere…

Allora ‘cin cin’ dalla vostra amica fidata…

La pulizia della porcellana

La porcellana è un materiale molto delicato che va trattato con cautela. È necessario evitare gli sbalzi di temperatura dell’acqua tra lavaggio e risciacquo. Si potrebbero, infatti, creare incrinature o rotture. Vietato usare anche prodotti abrasivi o detersivi troppo forti, che possono rovinare le decorazioni degli oggetti di porcellana.

Esistono, comunque, metodi che garantiscono la pulizia, ma anche il suo perfetto mantenimento. Immergi la porcellana in acqua fredda con il succo di uno o due limoni. Non lasciare l’oggetto troppo a lungo perché i colori potrebbero sbiadirsi.

La lavastoviglie è poco idonea per il suo lavaggio, a meno che non sia indicato con un’icona che garantisca questo tipo di trattamento. In genere, solo le porcellane non decorate o con decori sottosmalto e nello smalto possono essere lavare anche con la lavastoviglie.

La teiera non va mai lavata con il detersivo e nemmeno inserita nella lavastoviglie. L’ideale è sciacquare con acqua calda. Per togliere le macchie di tè all’interno del serbatoio, nel beccuccio o all’interno delle tazze strofinare con carta da cucina leggermente inumidita e bicarbonato di sodio.

In questo modo l’azione leggermente abrasiva del bicarbonato rimuove le tracce del tè. Lo stesso procedimento vale anche per le macchie di caffè.

Lavare i piatti a mano

Il lavaggio a mano è un’alternativa irrinunciabile quando non si ha a disposizione una lavastoviglie e quando per lo sporco rimasto serve un trattamento maggiore. Alcuni casi particolari meritano trattamenti diversi per ottenere risultati soddisfacenti e con minore fatica.

Casi particolari

- Molto spesso nelle pentole rimangono incrostazioni da cibo, come ad esempio cibo bruciato o formaggio fuso. L’ideale è riempire le pentole d’acqua e sale grosso in modo da coprire le incrostazioni e fare bollire finché i residui non si staccano.

- Se le pentole sono di rame vanno sfregate con una spugnetta intrisa di aceto e sale. Dopo il risciacquo ricorda sempre di asciugare. Anche il tagliere in legno, si lava esclusivamente a mano e deve essere asciugato con cura prima di essere riposto.

- Per quanto riguarda i contenitori di plastica, gli odori si eliminano lasciando sciogliere del bicarbonato di sodio in acqua calda. Per rimuovere le tracce di colore lasciate dagli alimenti si può usare candeggina diluita in acqua facendo attenzione a risciacquare con estrema cura.

- La teiera non va mai lavata col detersivo e nemmeno inserita in lavastoviglie ma solo sciacquata con acqua calda.

- Anche per la caraffa di vino o decanter non si deve utilizzare il detersivo perché potrebbe compromettere l’aroma del vino. Introduci nella caraffa un po’ di aceto e una manciata di riso. Scuoti e aiutati con lo scovolino per fare in modo che la soluzione agisca meglio. Infine, sciacqua più volte con l’acqua tiepida.

Conservare gli alimenti in sicurezza

istock_000004880150xsmallNegli ultimi anni sono stati fatti molti progressi nel campo della conservazione degli alimenti. I contenitori oggi in commercio sono più efficienti e sicuri.

Dimentichiamo quindi cartocci e barattoli, il modo migliore per conservare gli alimenti in frigorifero o nella dispensa sono i contenitori in vetro o plastica.

Attenzione che tutti i prodotti siano contrassegnati con il marchio europeo (bicchiere e forchetta stilizzati), a garanzia che i controlli del caso sono stati effettuati. I coperchi, infatti, devono garantire una perfetta chiusura ermetica.

Una chiusura corretta preserva l’alimento dal contatto con l’aria e gli odori esterni. Alcuni particolari coperchi permettono inoltre di far uscire la maggior parte dell’aria presente all’interno del contenitore. Una garanzia ancora maggiore sulla conservazione ottimale del cibo.

Per quanto riguarda i materiali bisogna tener presente che il vetro, a differenza della plastica, ha il vantaggio di non macchiarsi e non assorbire odori. Si tratta quindi della soluzione migliore quando dobbiamo conservare sughi, salse e cibi particolarmente aromatici.

I contenitori in plastica possono essere utilizzati per conservare alimenti umidi, come verdura e formaggi, ma anche altri alimenti crudi o cotti, come carne e pesce. I prodotti in metallo sono invece particolarmente indicati per conservare cibi secchi come riso, biscotti, zucchero e sale.